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In
questo tempo pasquale la liturgia ambrosiana ci racconta, nella Parola degli
Atti degli Apostoli, la storia di coloro che stanno radicando la fede in Gesù
crocifisso risorto dentro le vicende di persone e paesi così da far conoscere
ad ogni uomo e ad ogni donna a quale destinazione di onore e gloria sono
chiamati. Vicende che passano al crogiolo di una piccola ma robusta comunità
credente - che possiamo chiamare chiesa nascente - e che macina kilometri di
bene contrastati, da una parte, da continue persecuzioni, arresti, sospetti,
incomprensioni ma, dall’altra, anche da accoglienze inaspettate, conversioni
consolanti e sostegni convinti. Trapela tra le pieghe dei racconti apostolici
una possente luce che va diffondendosi in ogni dove e che estende il calore
della sua presenza anche dove il buio sembra impenetrabile e, addirittura,
invincibile. Tra tanti nomi - persone, paesi, città, monti, mari, strade, - una
parte importante degli Atti degli Apostoli la riconoscono alla figura di Saulo
di Tarso. Da indomito persecutore diventerà più conosciuto con il nuovo nome di
Paolo dopo che la vigorosa visione di Gesù lo ha disarcionato dalla sua
presunta sicurezza e scaraventato ad assaporare la polvere della sua umanità
ricostituita ormai nella sua più profonda verità. Ha brancolato, sì, per tre
giorni nel buio, non più solo e presuntuoso, ma accompagnato dalla mano sicura
di chi al Signore aveva già dato mente, cuore e anche la casa e adesso
orientava altri all’incontro con la Via, la Verità e la Vita. La multiforme e
ancora insondata - pur tra tonnellate di pagine scritte su di lui - personalità di Paolo si staglia, nei racconti
degli Atti, con luminosa esemplarità. Paolo è lì a dirci che è possibile arrivare
ad onorare completamente se stessi e la propria presenza nella storia anche
passando attraverso il proprio peccato grave e, apparentemente, imperdonabile.
Che è possibile onorare in modo completo e soddisfacente la propria esistenza
intrecciando passi diuturni anche senza risultati evidenti: Paolo ci dimostra
che ogni uomo e ogni donna se fanno, dicono, pensano qualcosa nel nome di
Cristo hanno fatto tutto ciò che si deve fare, dire, pensare. Mentre lo
trasportavano in nave, prigioniero con altri prigionieri, alla volta di Roma per
un processo che avrebbero intentato contro di lui con le solite accuse fasulle
e pretestuose di chi non sa niente della vita - come era successo a Gesù - la nave venne sballottata alla deriva:
naufrago coraggioso riuscì a confortare, rassicurare e sostenere tutti, nemici
compresi, perché la fede nel Signore tiene a galla anche i …sassi.
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