Info Utili
Per 'la carità’
Caritas:
via Roma 5 (02.96248902 e fax 02.96198756) aperta giovedì ore 16-19 e
sabato ore 9-11;
Centro ascolto immigrati:
p.zza Libertà 2, sabato ore 14.30-17.30;
S.Vincenzo:
via Roma 5, aperta martedì e venerdì ore 16-17.45;
Centro Aiuto Vita:
p.zza Libertà 2, aperto martedì ore 17-19 e sabato ore 10-12
Famiglie religiose
Pime:
via P.Reina 16 (02.9602267);
Concezionisti:
via S.Giacomo (02.96702105);
Guanelliani/e:
via Frua (02.9602272);
Suore del S.Cuore:
via Cavour 52 (02.9602564);
Orsoline di S.Carlo:
via S.Giuseppe 60 (02.96700714);
Francescane Angeline:
p.le Borella-Ospedale (02.9613).
In città
Consultorio Familiare Decanale:
via Marconi 5 (02.9620798);
Radiorizzonti F88:
p.zza Libertà 2 (02.9602728);
Fondazione Gianetti Giuseppe:
via Marconi 5
(02.9609133);
Centro sportivo Mons. U.Ronchi:
via Colombo 44 (02.9626443).
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domenica 22 gennaio 2012 |
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In questa questa domenica la liturgia ambrosiana ci consegna il brano di Matteo al capitolo 14, che racconta di Gesù, in totale compassione di fronte alla grande folla raccolta sulle sue tracce, che incomincia a guarire i loro malati. E si fa sera. Un’intera giornata in compagnia di cinquemila persone, senza contare donne e bambini, per guarire, ascoltare e consolare al punto che i discepoli arrivano a suggerire a Gesù di congedare tutta questa moltitudine perché la fame e la stanchezza premono sulle costole e la situazione potrebbe degenerare senza che più nessuno riesca a porre rimedio. Ma Gesù è pronto a rintuzzare l’invito con un perentorio “… voi stessi date loro da mangiare!”. La risposta è di quelle che di solito inaugura la giustificazione di non poter fare nulla come una specie di de-responsabilità pratica: “Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!” Gesù farà sapere, con il suo gesto di misericordia e di soddisfazione, che non ci sarà bisogno d’altro: bastano i cinque pani e i due pesci. Per questo se li fa portare e nella più naturale delle sue espressioni, la preghiera di benedizione e di fiducia, sfama e soddisfa la folla fino a completa sazietà. Non solo: la folla comprende bene - dal racconto è plausibile questa considerazione - che non sarebbe né dignitoso e nemmeno giusto cercare di accumulare e di portare a casa, magari arraffando tra spintoni e insulti, ciò che è avanzato. Eppure di pane e di pesci ne erano avanzati: dodici ceste piene! Tutto è lasciato allo splendore del dono e alla consapevolezza che tutto viene dalle mani di Dio e, in particolare, da ogni Parola che esce dalle labbra di Gesù e da ogni Segno che scaturisce dalle sue mani. Una parola che si fa Pane, una parola che si fa Carne, una Parola che si fa Sangue, una Parola che sostiene il cammino fino al monte di Dio, che ormai è la Vita eterna in Gesù. E’ questo che il credente è chiamato a testimoniare nel tempo della crisi, nel tempo in cui i cristiani sembrano avere la memoria e il respiro troppo corti. Purtroppo anche loro, come il mondo, pensano che cinque pani e due pesci … non servano proprio a nulla per tutta questa gente. Ma anche se c’è crisi, di soldi se ne troveranno ancora. Ma la fede?
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Lo strano oroscopo del prevosto |
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sabato 07 gennaio 2012 |
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Spigolando dentro la ruota di uno Zodiaco impertinente, tra dicembre e gennaio il sipario si apre proprio su di loro ...
Capricorno. Una
figura che è capra con la coda di pesce: mi è sempre sembrato un miscuglio non
propriamente riuscito. Quando la Scrittura Sacra parla di miscuglio non
riuscito il riferimento va diritto a coloro che cercano di tenere insieme Dio e
mammona. Il denaro infatti, quando si fa idolo scatenato, è in grado di deformare
e deturpare quell’immagine di Dio che siamo noi. E’ proprio il momento tragico
in cui la vita, paradossalmente, non ha più … né capo né coda.
Acquario. Al Vangelo, più che l’acquario, è familiare il
pozzo. Famoso è quello di Giacobbe dove si consumerà la splendida avventura
dell’incontro di Gesù con la samaritana, donna mangiatrice di uomini. Navigata
della vita, voleva fare un solo boccone anche di Gesù ma le sue previsioni sono
saltate in aria alla semplice richiesta di un sorso d’acqua. Da presunta
conquistatrice a conquistata: quel sorso d’acqua aveva ribaltato le richieste. Noi,
assetati d’apparenza e d’effimero, salvati a quel pozzo della misericordia cisterna
di un vino particolare mescolato con poche gocce d’acqua.
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