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S.GIACOMO: aperta ogni lunedì e giovedì (tranne giugno,
luglio e agosto) dalle ore 16 alle 19
Tramanda Padre Sevesi, nella sua opera dedicata alle chiese saronnesi, che a un certo Ambrogio Legnani, uomo “ricco di fede e di censo, nel 1614 gettò le fondamenta di un sacro cenacolo e lo volle dedicato ai Santi Ambrogio, Carlo, Filippo e Giacomo, in ricordo di quattro fratelli, lui compreso, che portavano questi nomi. Volgarmente si denomina San Giacomo Apostolo, per la sua dignità superiore fra questi Santi, essendo San Giacomo cugino di Cristo”.
Così, con una cifre di 1268 lire, annotata su un documento con data 10 novembre 1614, partiva, a spese del munifico Legnani, la “fabbrica” della piccola chiesa cosiddetta di San Giacomo, che avrebbe presentato l’abside a settentrione, cinto da un piccolo piazzale, e una sola navata fornita di tre ampie finestre.
Come spiega sempre il Sevesi, negli atti di visita del 1621 si accenna ad essa per la prima volta e risulta già edificata con tanto di campanile e campana, consacrata dall’abate di San Simpliciano di Milano e ornata nel presbiterio con “dipinto a olio di Giulio Cesare Procaccino” che ritrae la “Madonna col Bambino circondata dagli Angeli ed i Santi Giacomo, Filippo, Ambrogio e Carlo Borromeo”.
Questo quadro in cui, secondo il Seves, “si ammirano le grazie, il morbido colorito e la forza del chiaroscuro del Correggio”, fu dato in consegna al Santuario nel 1684 con decreto del Cardinale Federico Visconti e fu sostituito da una copia fedele del pittore milanese Sant’Agostino.
L’arco del Presbiterio venne decorato con fregi in stucco e Stefano Legnani vi affrescò le figure. Si possono apprezzare, raffigurati con una certa sensibilità: “in alto, sopra l’altare Padre Eterno, a sinistra la Nascita di Gesù e a destra l’Adorazione dei Magi”.
Il fondatore Legnani, con testamento del 26 giugno 1628, dotò la chiesa di cinque messe alla settimana, ed eresse la cappella sia con un lascito di 17 pertiche di terra e di una casa, affidando al Santuario l’amministrazione e la nomina del cappellano. Con un successivo testamento dell’aprile 1629, il Legnani lascia in eredità agli amministratori di tre diversi edifici sacri, fra cui quello di San Giacomo Apostolo sotto la protezione del Santuario, che fu poi l’unico ad accettare il lascito, distribuendolo ai più bisognosi, secondo le volontà dello stesso Legnani che nel primo testamento dispose pure che fossero celebrate annualmente le feste dedicate ai santi della chiesa.
Sull’area del vecchio cimitero venne in seguito edificato, nel 1882, l’oratorio maschile e l’ampio salone del Silvio Pellico, mentre tra i monumenti del “Cimitero di San Giacomo” si conservarono le iscrizioni degli antenati di Teresa Galli, madre di papa Pio XI.
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